«Lavorare in Mondadori tra gli anni trenta e gli anni sessanta»? Cinque risposte dal Laboratorio Formentini

Lavorare in Mondadori tra gli anni trenta e gli anni sessantaInaugurato soltanto da poche settimane, lo spazio del Laboratorio Formentini per l’Editoria (via Formentini 10, quartiere Brera) è già diventato un centro attivo e autorevole di scambio e condivisione di storie ed esperienze editoriali.
Il banco di prova di BookCity Milano 2015 ha visto il Laboratorio Formentini in prima linea nell’organizzare eventi e occasioni di confronto, dai nuovi orizzonti digitali del publishing, ai focus sulle figure dell’editor e del social media manager, fino all’attenzione per la traduzione e il piacere della lettura. Senza dimenticare gli incontri dedicati alla storia delle imprese editoriali italiane.

Tra questi ultimi, anche Lavorare in Mondadori tra gli anni trenta e gli anni sessanta: Rusca, Mazzucchetti, Vittorini e Gallo, dello scorso 23 ottobre. L’evento, curato dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, ha visto la partecipazione di ospiti eccellenti – Mariarosa Bricchi, Enrico Decleva, Edoardo Esposito, Gian Arturo Ferrari, Gian Carlo Ferretti, moderatrice Luisa Finocchi – che hanno dedicato ciascuno il proprio intervento a un professionista di casa Mondadori tra gli anni del fascismo e della rinascita del secondo dopoguerra.

Dopo l’intervento di Enrico Decleva, autore della fondamentale biografia di Arnoldo Mondadori (Utet, 1993), sul contesto e la realtà della casa editrice alla fine degli anni venti, la parola è passata a Edoardo Esposito, che ha intrattenuto la platea ricordando il ruolo fondamentale e controverso di Elio Vittorini – professionista poliedrico, traduttore, lettore, consulente, direttore di collana – attraverso la sua trentennale collaborazione con Mondadori (sterminata la letteratura sull’argomento, tra cui L’editore Vittorini di Gian Carlo Ferretti e L’America dopo Americana, a cura dello stesso Esposito).

Sempre nell’ambito della traduzione è quindi intervenuta Mariarosa Bricchi, ricordando il ruolo della germanista e traduttrice Lavinia Mazzucchetti – «unsere Lavinia», la nostra Lavinia di Mann e Arnoldo Mondadori – presenza e guida determinante attraverso la letteratura di lingua tedesca sin dalla fine degli anni venti (Fondazione Mondadori ha recentemente pubblicato «Come il cavaliere sul lago di Costanza». Lavinia Mazzucchetti e la cultura tedesca in Italia, a cura di Anna Antonello, nella collana delle “Carte raccontate”). Gian Carlo Ferretti ha poi gettato una luce particolare sulla Storia di un editor. Niccolò Gallo, secondo il titolo del suo ultimo libro (il Saggiatore, 2015), ricordando il lavoro di questi come direttore di collane di narrativa italiana negli anni sessanta.

A conclusione del colloquio, è infine intervenuto Gian Arturo Ferrari sulla figura di Luigi Rusca, alter Arnoldo («ma un gradino più in basso», ha precisato Decleva) nel suo ruolo di condirettore generale, dal 1928 fino al duro distacco del 1945. Una separazione tuttavia necessaria, che ha condotto Rusca, stavolta per il concorrente Rizzoli, al battesimo della Bur, che si avvia a raggiungere i primi settant’anni di vita. Ma questo è un altro capitolo della storia editoriale del nostro Paese.

(Anna Lanfranchi)

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