Bologna Children’s Book Fair: impressioni di un visitatore

Giovedì 22 marzo 2012 si è conclusa la 49° edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, appuntamento tra i più importanti del settore che per quattro giorni ha visto presenti espositori, illustratori e operatori da più di sessanta paesi diversi.
Ogni anno Bologna Children’s Book Fair offre ai professionisti del mercato editoriale la possibilità di conoscere le nuove tendenze globali e di acquistare o vendere diritti. L’evento comprende due principali proposte, la Mostra degli Illustratori e il premio BolognaRagazziAward, incorniciate da un ricco programma di conferenze e da una vasta area espositiva. Inoltre quest’anno è stato introdotto un nuovo premio, il BolognaRagazziDigitalAward, dovuto alla recente esplosione del libro elettronico…
Proprio la discussione sulle nuove tecnologie ha avuto, in questa edizione, un ruolo dominante, sia nelle opere presentate sia negli incontri tenutisi al Digital Café. Dopo di questo, il tema maggiormente affrontato è stato quello del gioco come strumento ancora valido per comunicare con i più piccoli, ma anche come mezzo per smontare e ricostruire i tradizionali codici narrativi.
In tale direzione si è mossa una delle più ardite pubblicazioni di Orecchio Acerbo, Fiabla-bla. L’editrice e autrice Fausta Orecchio ha, infatti, cercato di giocare con variazioni sul tema di appena settantasette parole e lo stesso ha fatto l’illustratore Olivier Douzou con le immagini. Ne è risultato un felice concerto a quattro mani, sulla scia degli sperimentalismi OuLiPo e OuBaPo. E per quanto possa essere l’orecchio acerbo, molto maturo è, invece, l’occhio di riguardo a bambini e ragazzi, ai quali è stato rivolto un catalogo stimolante, con scelte editoriali di contenuto e di forma al passo coi tempi.
Invece sulla riflessione in tema di nuove tecnologie è stata la Rizzoli a presentare sul mercato italiano un titolo di rara saggezza: È un libro di Lane Smith mostra con simpatia che non servono Apps e funzioni Twitter perché il libro, nella sua semplicità, resti un oggetto unico.
Tra gli espositori italiani, inoltre, meritano di essere menzionati almeno Topipittori, Corraini e Becco Giallo. Del primo, vanno ricordati la collana Gli anni in tasca per la fresca veste grafica, Il viaggio di una stella di Giovanna Zoboli e Ti faccio a pezzettini di Chiara Armellini, con risultati vicini a Fiabla-bla, nonostante le diverse premesse. Corraini, invece, è apparso all’avanguardia non solo nella scelta dei formati, ma anche nella proposta di storie tanto essenziali quanto profonde. Tra gli autori: Alessandro Sanna, William Wondriska, Bruno Munari e Suzy Lee.  Degno di nota è poi Becco Giallo per la scelta di un catalogo in cui sono forti l’impegno civile e l’attenzione ai temi ambientali. Un esempio è Un semino come me di Anna Matarese e Claudia Polizzi, a favore dell’agricoltura sostenibile e della biodiversità.
Il premio BolognaRagazziAward è stato assegnato alle edizioni Casterman, Wytwornia, Tecolote e Dar Onboz, rispettivamente vincitrici delle categorie Fiction, Non-Fiction, New Horizons e Opera Prima. Sono risultate molto preziose soprattutto le ultime due. La messicana Tecolote si è, infatti, meritata il premio con Migrar di José Manuel Mateo e Javier Martínez Pedro, un’edizione di straordinaria eleganza sia per soggetto che confezione. La storia del protagonista si sviluppa in un disegno continuo che attraversa tutte le pagine, apribili a fisarmonica. In modo diverso, la libanese Dar Onboz si è distinta con l’opera Tabati di Nadine R. L. Touma e Lara Assouad Khoury, dove sono visibili gli influssi delle grandi avanguardie storiche in una veste editoriale di elevatissima caratura, dalla rilegatura, alla scelta della carta. Infine è necessario ricordare l’indiana Tara Books per le pregiate edizioni stampate e rilegate a mano e per la finezza dei disegni.
Per quanto riguarda la Mostra degli Illustratori, vincitrice di questa edizione è stata l’opera onirica di Evelyne Laube e Nina Wehrle. Tuttavia tra gli artisti selezionati vale la pena segnalare Vincent Caut per la Francia, Barbara Ludde per la Germania e Alessandro Lumare per l’Italia. In particolar modo sono risultati affascinanti i lavori della sudafricana Janneke De Kock e della sudcoreana Sae-Young Park, dove i personaggi sembrano emergere dalle macchie d’inchiostro della prima e dalle onde di china della seconda.
Se è possibile parlare di un filo rosso, si può dire che la tendenza è andata soprattutto in direzione del formato quadrato e della copertina rigida in cartoncino opaco, declinati nelle più varie scelte grafiche. La ricerca della qualità formale oltre che il tentativo di rinnovare le storie più tradizionali sono parse un’esigenza molto forte, visibile anche nel mercato italiano. Ed è giusto che sia così, visto e considerato che in Italia la fascia giovane legge molto più della media nazionale (il 56,9% contro il 45,3%, per almeno un libro l’anno). Se qualcuno può ancora allargare la ridotta base dei lettori italiani, questo non può essere che l’editore per ragazzi.

(Alessandro Fratta Pasini)

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