I “libri illeggibili” di Munari, maestro di grafica editoriale

Bruno Munari maestro di grafica editoriale

«Un libro come oggetto, indipendentemente dalle parole stampate, può comunicare qualcosa?» è la domanda che sta alla base dei celebri “libri illeggibili” con cui Bruno Munari dal 1950 inventa «pagine rigide, molli, opache o trasparenti» che comunicano soltanto con forme e colori. Lo stesso fa con i “libri tattili” per i piccoli che non sanno ancora leggere o guardare le figure. Dopotutto il ragazzo del Polesine fa tesoro della lezione futurista (specie Depero) fin dalla prima scultura “aerea” del 1930. Ma è dell’anno prima il suo primo libro illustrato e l’ultimo è di 70 anni dopo: una parabola straordinaria che finalmente è contenuta in un omaggio alle copertine di una vita.

In Munari i libri Giorgio Maffei aggiorna per l’editore munariano Corraini (pp. 288, euro 40), dopo una prima edizione da Sylvestre Bonnard, un catalogo magistrale delle forme amate dall’artista scomparso dieci anni fa a Milano, lasciando un’eredità che è viva fin dai banchi delle librerie. Pensate ai Rodari ristampati nell’elegante veste originaria da Einaudi Ragazzi, come l’umoristico e pacifista La torta in cielo.

Dalla grafica di “Tempo” ed “Epoca” fino alle prime collane per Mondadori e Bompiani a cavallo della guerra, è sempre in prima linea. A Einaudi lascia maggiormente il segno nelle copertine biancovestite dalle forme essenziali. «Quando bisognava disegnare una collana arrivava da Milano Munari: minuto, chiome candide, occhialini, la voce da gnomo. Disponeva sul tavolo rotondo del mercoledì i bozzetti. Paziente, sorrideva, prendeva le forbici, tagliava, tirava linee, faceva volteggiare una matita sottilissima con la grazia di un’étoile del balletto»: così Ernesto Ferrero racconta le sue invenzioni per le copertine, riconoscibili per una linea nera o un quadrato rosso (la sua forma preferita): sempre uguali ma diverse. In una riunione, quasi per caso, nasce anche la collana “Tantibambini”: «Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare» scrive in Codice ovvio proposto di recente dalla casa di via Biancamano per far rivivere la sua curiosità infinita (dalle dottrine dello Yin-Yang alle scritture illeggibili di popoli sconosciuti). E sempre una sua frase fa capolino: «la combinazione tra regola e caso è la vita, è l’arte, è la fantasia, è l’equilibrio».

Roberto Cicala

Giorgio Maffei, Munari i libri, Corraini, Mantova 2009, pp. 288, euro 40 

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