Dopo “Reader’s Digest” è tempo di libri “distillati”

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Arriva la moda dei libri accorciati…

«Abbiamo ridotto le pagine, non il piacere» è lo slogan sul packaging di best seller che per vendere ancor di più si presentano come “Libri distillati”. Così s’intitola la giovane collana che nei giorni del Salone propone Aléxandros di Manfredi con la stessa formula dell’esordio di La solitudine dei numeri primi: da 320 pagine dell’originale a 120, stringendo naturalmente anche il prezzo a 3,90 euro e risparmiando su materiali e rilegatura. «Distillati, non riassunti» rispondono da Centauria (gruppo Rcs), specializzata in libri per l’edicola, a chi li ha definito sui social «insulti alla letteratura» paragonandoli a cibi liofilizzati. Intanto questa settimana Einaudi, settore Ragazzi, lancia un’altra collana simile e dal nome chiaro, “In poche parole”: Destinatari sono i giovani oltre i 12 anni ma, visto il trend, anche i molti adulti deboli lettori con la curiosità di mettere il naso dentro titoli stracitati e mai aperti, da Delitto e castigo a Orgoglio e pregiudizio in sole cento pagine. La scommessa, già sperimentata in passato con classici che si definivano condensati, è diversa rispetto ai “Distillati”.

Non serve però storcere il naso: un libro è sempre un’operazione di cucina editoriale con tagli strategici a seconda del target e del mercato di riferimento. I casi si ripetono: dai primi “Gialli” tradotti eliminando le digressioni letterarie e psicologiche fino all’editing pesante di redattori scrittori come Vittorini che asciugò la monumentale Storia dei musulmani in Sicilia di Amari da oltre 2000 pagine a un tascabile di 200. E non mancano fortunate esperienze di riduzione come la rivista americana “Selezione dal Reader’s Digest”, pensata proprio per l’edicola, dal cui formato è nato “Topolino”. Dopotutto di libri «semplificati» aveva parlato anche Vittorio Sereni nel lanciare mezzo secolo fa gli “Oscar” Mondadori con lo slogan di «libri transistor», ma erano edizioni integrali.

È poi curioso che non si voglia più usare il termine «antologia» che sa di scuola e può attirare meno. Fatto sta che forse l’operazione è più comprensibile sul Wilbur Smith ma meno su altri (come si potrebbe su Gadda?). Sarà il mercato a decretare successo o meno di questi nuovi tagli. per i «distillati» si parla di 50mila copie e l’ideatore Giulio Lattanzi non pensa ad alcuna pretesa sostitutiva rispetto agli originali: «è come se qualcuno se la prendesse con il calcetto perché è la riduzione di quello da undici» ha dichiarato su un blog. Altra prospettiva è quella di “In poche parole”: qui la ricerca di «linguaggio moderno e stile conciso e brillante», secondo l’editor Orietta Fatucci, fa scegliere autori di oggi che riassumono capolavori (Pierdomenico Baccalario presenta Madame Bovary, Paola Capriolo ci fa entrare nella Coscienza di Zeno, per esempio) con un’operazione di riscrittura di qualità senza cadere in semplici versioni ridotte.

L’editoria sta così percorrendo vie inedite o già battute per avvicinare quel potenziale pubblico che dice sempre di non avere tempo per leggere. L’importante è lasciare intatta la voce dell’autore, la tensione, lo stile: si riuscirà sempre? Se lo stesso scrittore tenta l’operazione, come è avvenuto per certe riduzioni scolastiche di opere presso Einaudi nelle storiche “Letture per la scuola media”, allora l’estratto ha un valore di per sé ed è quasi una sfida. Basta intendersi sulla differenza tra editoria e letteratura: è giusto che l’editoria sia anche facile e orientata al marketing ma la vera letteratura non deve essere facile ad ogni costo: come i classici, che per Calvino sono « libri che, quanto più si crede di conoscere per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati».

Roberto Cicala

(in “Avvenire”, 11 maggio 2016)

Un libro, ovvero l’esperienza finita dell’infinito (a proposito di una “Piccola metafisica del libro”)

«Rigiri il libro tra le mani, scorri le frasi del retrocopertina, del risvolto, frasi generiche, che non dicono molto. Meglio così, non c’è discorso che pretenda di sovrapporsi indiscretamente al discorso che il libro dovrà comunicare lui direttamente».

Adami-locandinaRiflette così Italo Calvino nelle pagine di Se una notte d’inverno un viaggiatore. Capita anche con il saggio che queste pagine provano a presentare restando sulla soglia del testo dell’autore, nella zona che Borges definitiva «vestibolo». Proprio Soglie è il titolo adottato da Gerard Genette per un noto studio su quei «dintorni del testo» che hanno diretta responsabilità dell’editore e si sostanziano della materialità da cui non a caso prende avvio l’itinerario di questa Piccola metafisica del libro (di Matteo Bergamaschi, edizioni Effatà).

 cop170Un libro in sé non è semplicemente il testo, che è sempre avvolto dalla forma e dal contenuto del «paratesto», frutto della mediazione editoriale tra autore e lettore. È necessaria perciò una descrizione dell’oggetto fisico esteriore per comprendere meglio l’interiorità del senso. Qui siamo invitati a farlo fin da subito (con un appassionato avvertimento: «il finito è più esplosivo del tritolo») meditando sulla fisicità e sulla finitezza dell’oggetto libro dove risiede il pensiero umano e si può cogliere che «c’è dell’altro», per dirla con Silvano Petrosino. Dalla sua lezione Matteo Bergamaschi prende le mosse nella consapevolezza di un’attualità in cui il senso pare essere «finito», con un riferimento alla riflessione di Nancy che è uno dei molti stimoli assunti, poi registrati in bibliografia, che vanno da Barthes a Derrida, da Levinas a Steiner. Continua a leggere

La Londra del libro. Guida letteraria per bibliofili oltremanica

Negli occhi della gente, nel loro andamento lento, faticoso, nel chiasso e nel frastuono, […] nel trionfo e nel tripudio e nel canto stranamente acuto di un aereo, ciò che amava era: la vita, Londra, quell’attimo di giugno. (V. Woolf, La signora Dalloway)

Bibliofili nel DNA o appassionati di fiction, se la vostra passione sono i libri Londra non vi lascerà delusi. Difficile, tra le miglialia di luoghi letterari della città, stilare una lista degli imperdibili, come ricorda questa mappa della città, disegnata dall’artista Dex e dall’interior designer Anna Burles.

Dex - Anna Burles (Literary London Map, Run For The Hills, 2012).

Dex – Anna Burles (Literary London Map, Run For The Hills, 2012).

Di seguito vi proponiamo quindi una scelta di cinque luoghi del libro che piaceranno ad ogni book lover che si trovi per qualche giorno nella capitale britannica. A voi, poi, il compito di esplorare la città di Dickens e Sherlock Holmes secondo personaggi e generi preferiti, seguendo tracce e sentieri imprevisti.

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«Lavorare in Mondadori tra gli anni trenta e gli anni sessanta»? Cinque risposte dal Laboratorio Formentini

Lavorare in Mondadori tra gli anni trenta e gli anni sessantaInaugurato soltanto da poche settimane, lo spazio del Laboratorio Formentini per l’Editoria (via Formentini 10, quartiere Brera) è già diventato un centro attivo e autorevole di scambio e condivisione di storie ed esperienze editoriali.
Il banco di prova di BookCity Milano 2015 ha visto il Laboratorio Formentini in prima linea nell’organizzare eventi e occasioni di confronto, dai nuovi orizzonti digitali del publishing, ai focus sulle figure dell’editor e del social media manager, fino all’attenzione per la traduzione e il piacere della lettura. Senza dimenticare gli incontri dedicati alla storia delle imprese editoriali italiane.

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Dal Brasile, Márcia Theóphilo

AmazzoniaEnergica, combattente, appassionata: è apparsa così la poetessa antropologa brasiliana Márcia Theóphilo, candidata al premio Nobel, ospite del Laboratorio di editoria, lo scorso 7 ottobre, in Università Cattolica per il ciclo “Editoria e poesia civile”.
In occasione dell’anteprima del suo nuovo libro Nel nido dell’Amazzonia, edito da Interlinea, la poetessa, insignita del premio alla carriera del Festival internazionale di Poesia civile di percelli, ha dato testimonianza viva della continua lotta per i diritti umani del popolo indio, a cui orgogliosamente appartiene, e per la difesa della natura e della foresta, di cui canta nelle sue poesie il valore inestimabile.
A dialogo con i professori Roberto Cicala e Giuseppe Langella, ha ribadito la sua vocazione di poetessa con il ruolo quasi sacro di «voce» della Foresta, dell’Amazzonia e del mondo intero. Continua a leggere

Cent’anni di parole di “Vita e Pensiero”

«Noi vogliamo ricondurre gli uomini all’Assoluto!»

è una delle aspirazioni con cui padre Gemelli vara “Vita e Pensiero” all’inizio del secolo scorso. Dal primo numero composto a piombo e datato 1° dicembre 1914 fino alle annate del nuovo millennio anche in formato digitale lo sviluppo del pensiero della rivista, un pensiero aperto, si può ripercorrere attraverso una storia editoriale entrata nel vivo del contesto sociale del Paese.

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Nelle pagine del periodico le trasformazioni della cultura novecentesca emergono in modo interdisciplinare anche attraverso l’evoluzione grafica con cui l’Università Cattolica fa uscire dalle aule la riflessione scientifica e l’impegno educativo. È la sfida che plasma editorialmente un mezzo di comunicazione non effimero che ha la capacità di incarnarsi nella società sempre più secolarizzata senza timore di un confronto anche serrato con le opinioni non ortodosse, nel solco tracciato e seminato dalla Chiesa specie dopo il Concilio Vaticano II.

In un editoriale del 1970 Giuseppe Lazzati constata che «capita nella storia d’ogni generazione un momento in cui essa si trova travolta dall’incalzare delle novità e delle problematiche. Continua a leggere

Bologna Children’s Book Fair: impressioni di un visitatore

Giovedì 22 marzo 2012 si è conclusa la 49° edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, appuntamento tra i più importanti del settore che per quattro giorni ha visto presenti espositori, illustratori e operatori da più di sessanta paesi diversi.
Ogni anno Bologna Children’s Book Fair offre ai professionisti del mercato editoriale la possibilità di conoscere le nuove tendenze globali e di acquistare o vendere diritti. L’evento comprende due principali proposte, la Mostra degli Illustratori e il premio BolognaRagazziAward, incorniciate da un ricco programma di conferenze e da una vasta area espositiva. Inoltre quest’anno è stato introdotto un nuovo premio, il BolognaRagazziDigitalAward, dovuto alla recente esplosione del libro elettronico… Continua a leggere